Dal forum> Metterci la faccia
Ndr: il seguente brano è stato estrapolato col consenso dell’autrice dal nostro forum ed era in risposta ad una utente che manifestava la propria disponibilità a prendere parte ad una manifestazione purché non inquadrata in foto, filmini etc.; troviamo interessante proporvelo perchè analizza in maniera problematica la questione della privacy, durante queste occasioni e in seguito sui social network, che in molti si pongono.
Di legge sulla privacy si è iniziato a parlare in Italia negli anni ’90, soprattutto in relazione al trattamento dei dati personali (es. quelli anagrafici).
Per le immagini la questione è più controversa (se uno ti fotografa per strada perchè sei dietro alla fidanzata in posa non è che puoi farci molto, poi non è detto che alla faccia si associ un nome, il tizio teoricamente è libero di fare ciò che vuole di quella foto).
Nel caso di manifestazioni pubbliche la questione si complica ulteriormente: un giornalista il cui lavoro è raccontare una manifestazione non può che farlo attraverso le voci e i volti di chi vi prende parte, sono loro la “causa”, perchè la causa di suo non ha voce e non ha faccia da mostrare al pubblico…al massimo se raccoglie commenti non mette il nome ma le iniziali di una persona, se pubblica foto non tagga i presenti uno ad uno…ciò non toglie che chi prende parte a una manifestazione accettara la possibillità di essere identificato da chi guarda con la stessa (d’antronde se non vuole averci niente a che fare perchè cavolo è lì?).
Ovviamente ci sono vari modi di dare adesione attirando più o meno l’attenzione (c’è chi sta più defilato, chi si mette in posa davanti alla prima telecamera che riesce a scovare), ma il “rischio” è insito nella natura dell’evento. Non ci si può fare nulla. Al massimo si fa una valutazione dei pro e dei contra e si sceglie liberamente se farla o no una cosa.
Non si crede nelle cose senza essere disposti a soffrire per esse.
C’è chi è morto manifestando il proprio pensiero. E non se ne vergognava.
La questione privacy è moderna? Sono i social network ad aver “creato il problema”? Io penso che abbiano dato semplicemente più risonanza a qualcosa di pre-esistente.
Foto (e quando non c’erano loro c’era il passaparola) di eventi e chiacchiere su chi c’era e chi no sono sempre esistite:
1) simpatiche suffragette (nella migliore delle ipotesi additate come “poco di buono” a destra e a manca. Grazie a loro oggi votiamo)

2)manifestanti anti-fascisti (è superfluo dire che i fascisti non erano amanti delle critiche costruttive)

3)manifestanti contro la guerra in Vietnam (quanti di questi capelloni, non figli di gente ricca, avranno trovato datori di lavoro ad attenderli a braccia aperte?)

4)studenti durante il ’68, pacifisti, difensori di una cultura accessibile a tutti.

Per chi pensa che essere immortalati dietro uno striscione è innocuo e non può avere conseguenze più nefaste nell’essere immortalata con le labbra incollate a quelle di una donzella (possibilmente avvenente), riporto la storia della ragazza della foto di sopra, Caroline de Bendern: praticamente era alla manifestazione per caso, non era un’attivista, faceva la modella, dopo che la foto è stata pubblicata sui giornali ha perso il lavoro e il nonno ricco l’ha diseredata (ecco una recente intervista qui )
Se queste conseguenze le ha accettate lei che neppure ci credeva al 100%, possiamo farlo noi? Ci crediamo al 100%? Questo è il problema…(by Amleto).



Saremo in Piazzetta Nilo(Napoli) dalle ore 11.30 alle ore 20.30 con il nostro banchetto, con il materiale informativo delle nostre associazioni e soprattutto con il libro “Ci piacciamo!” di JuanolO per ricordare a tutti che Non importa chi ti piace, l’importante è che ti piaccia mooltoo!!!”
Con questo incipit ha avvio l’agile libretto destinato sia ai bambini e sia, soprattutto, agli adulti: 24 illustrazioni, molto colorate e divertenti, accompagnate da testi brevi e diretti che ci ricordano che ci sono persone a cui piacciono le persone grandi e ad altre le piccole; c’è a chi piacciono i calvi e cicciottelli e a chi gli alti e muscolosi; ci sono uomini e donne a cui piacciono le donne ed altri uomini e donne a cui piacciono gli uomini… e a chi piace così tanto l’esotico che si innamora di una specie di E.T. verdolino con le antenne e i tentacoli! Insomma, infinite possibilità, dove l’inica cosa che conta è che ci si piaccia a vicenda.











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