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L’appello all’ ONU dei Giuristi Democratici di Napoli sul “no” del vaticano alla depenalizzazione dell’omosessualità

dicembre 10, 2008 Lascia un commento

L’opposizione del Vaticano alla depenalizzazione in tutti i paesi del mondo dell’omosessualità proposta dalla Francia all’ONU, pone davanti a noi gravi considerazioni. Con dolore noi Giuristi Democratici ricordiamo le torture, le esecuzioni, i giudizi sommari, le detenzioni di massa, i lavori forzati e i processi rieducativi cui sono sottoposti in tanti Paesi del mondo gli omosessuali.
Dai Paesi arabi alla Cina, da alcuni Stati africani a Cuba, queste persone sono ovunque perseguitate e sottoposte ad irripetibili ingiustizie esclusivamente per il loro orientamento sessuale.
Nella solenne ricorrenza del 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo auspichiamo che i diritti in essa riconosciuti e sanciti trovino piena ed effettiva cittadinanza presso tutti gli Stati aderenti all’Assemblea delle Nazioni Unite affinché l’affermazione dei diritti civili di ogni individuo rigetti con decisione le dottrine umana e politica totalizzanti che intendano soffocare le esistenze dei singoli all’interno di un paradigma ideologico e religioso”.

Giuristi Democratici di Napoli

Elenco dei Paesi dove l’omosessualità è ancora un reato che si paga anche con la vita:

  • Afganistan(Asia): la pena di morte è in fase di cambiamento dopo la fine del potere taleban
  • Algeria (Africa): La pena di morte è in fase di cambiamento dopo la fine del potere talebano

L’art. 338 prevede fino a 3 anni di reclusione e un’ammenda.

  • Arabia Saudita(Asia)

L’omosessualità è punita con la pena di morte.

  • Bahrein(Asia)

Recentemente è stata attivata la legge islamica, ma l’art. 337 prevede la deportazione e fino a 10 anni di reclusione.

  • Bangladesh(Asia)

L’art. 377 del codice penale prevede la prigione a vita.

  • Benin (Africa)

c.p. art. 88 reclusione da 1 a 3 anni e un’ammenda

  • Brunei (Indonesia)

c.p. artt. 292 … e 377 reclusione fino a 10 anni ed un’ammenda

  • Cecenia (Asia)

L’omosessualità è punita con la morte.

  • Djibouti – Gibuti (Africa)

L’omosessualità è illegale e punita Non vi è un vero e proprio articolo contro con la prigione.

  • Egitto (Africa)

l’omosessualità, ma i gay sono condannati giuridicamente perché lesivi della pubblica morale con pene da 1 a 5 anni e con invii ai lavori forzati. Molti gli uomini che hanno dichiarato di essere stati torturati e maltrattati durante la detenzione.

  • Emirati Arabi Uniti (Asia)

L’art. 354 del codice penale federale prevede la pena di morte. L’art. 80 del codice di Abu Zhabi prevede la prigione fino a 14 anni, mentre il codice penale di Dubai prevede la reclusione fino a 10 anni (art. 177 del codice penale).

  • Gambia (Africa Equatoriale)

c.p. art. 144 reclusione fino a 14 anni

  • Gibuti (Africa centrale)

reclusione di durata da stabilirsi

  • Giordania (Asia)

Gli atti omosessuali sono severamente proibiti e la pena consiste nella reclusione.

  • Guinea (Africa Equatoriale)

c.p. art. 325 reclusione da 6 mesi fino a 3 anni e un’ammenda

  • Iran (Asia)

Per i maschi, la morte. Per i minorenni, 74 fustigate, per le femmine, 100 fustigate. Articoli 108 – 113 cod. penale.

  • Kenia (Africa)

Gli articoli 162 e 165 del codice penale condannano l’omosessualità come crimine contro-natura con la prigione da 5 a 14 anni.

  • Kwait (Asia)

L’art. 193 del codice penale prevede la reclusione fino a 7 anni.

  • Libia (Africa)

In base all’art. 407 del codice penale è previsto l’imprigionamento da 3 a 5 anni.

  • Malaysia (Asia)

Art. 377 del codice penale: la condanna prevede fino a 20 anni di carcere e una multa in denaro.

  • Maldive (Asia – Isole Oceano Indiano)

c.p. art. 377 reclusione

  • Marocco (Africa)

L’omosessualità è illegale anche in Marocco, dove la pena prevista dall’articolo 489 del codice penale prevede una condanna alla reclusione da 6 mesi a tre anni, più il pagamento di una multa.

  • Mauritania (Africa)

Dall’introduzione della Sharia, la pena prevista è la morte.

  • Nigeria (Africa)

Condanna a morte (il condannato viene schiacciato da una parete spintagli addosso dal boia).

  • Oman (Asia)

In base all’art. 33 del codice penale, l’atto omosessuale è punito con la prigione da 6 mesi a un anno.

  • Pakistan (Asia)

c.p. art. 377 reclusione fino a 2 anni e 100 frustate o morte per lapidazione.

  • Qatar (Asia)

L’art. 201 del codice penale prevede fino a 5 anni di prigione.

  • Senegal (Africa)

L’art. 319 del codice penale prevede la reclusione da 1 a 5 anni e una multa.

  • Somalia (Africa)

Art. 409 del codice penale: carcere da 3 mesi a 3 anni.

  • Siria (Asia)

E’ prevista la prigione, in base all’art. 520 del codice penale, fino a 3 anni.

  • Sudan (Africa)

In base all’art. 316 del codice penale, la pena prevista varia da 100 fustigate alla pena capitale.

  • Tagikistan (Asia)

L’omosessualità è illegale, art. 125.1 (ex 121 dell’URSS).

  • Tunisia (Africa)

L’omosessualità è illegale, ma tollerata. L’art. 330 del codice penale prevede fino a 3 anni di carcere.

  • Turchia (Asia)

In Turchia l’omosessualità non è ufficialmente illegale ma la polizia periodicamente irrompe nelle case di gay e lesbiche eseguendo arresti.

  • Uzbekistan (Asia)

L’art. 120 del codice penale del codice penale del 1995 prevede la reclusione fino a 3 anni.

  • Yemen (Asia)

Pena di morte, viene applicata la Sharia.

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Il testo integrale della proposta francese sulla depenalizzazione dell’omosessualità che il Vaticano ha bocciato su Certi Diritti

dicembre 10, 2008 Lascia un commento

Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti e Ottavio Marzocchi, responsabile questioni europee di Certi Diritti:

“A oggi sono più di 50 gli Stati che appoggiano il documento francese da proporre all’Onu per chiedere la depenalizzazione dell’omosessualità, tra questi vi sono tutti i paesi dell’Unione europea.
Mercoledì 10 dicembre prossimo alla Camera dei deputati, in Commissione Esteri, il Governo italiano dovrà rispondere ad una interrogazione urgente del deputato radicale  del Pd Mecacci che chiede l’impegno della diplomazia italiana verso questi paesi affinché firmino il documento francese. I deputati europei Marco Cappato, Giusto Catania e Sophie In’t Veld hanno depositato una interrogazione a Consiglio e Commissione europea per chiedere conto al Vaticano delle sue affermazioni.
Le organizzazioni cattoliche, obbedienti ai voleri del Vaticano, tra queste ‘C-fam’ con l’iniziativa ‘Friday fax’, stanno già organizzando l’opposizione. Le diplomazie dei paesi firmatari stanno promuovendo incontri con i paesi che ancora non hanno firmato il documento.
Alcuni paesi hanno detto di non voler sostenere la proposta, tra questi la Turchia e il Congo. Da alcuni paesi si è invece in attesa di una risposta, tra questi Sud Corea, Cosa Rica, Cuba, Monaco, Suriname e Canada.”

Al sito www.certidiritti.it il testo integrale, in inglese, della proposta francese all’Onu sulla depenalizzazione dell’omosessualità.

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